politica
attualità
cultura
della Città di Cava de' Tirreni (SA)


 

 

 

 

 

 

 

 

 

il pallone negli artigli    il pallone negli artigli     il pallone negli artigli     il pallone negli artigli    il pallone negli artigli     il pallone negli artigli    

Il pallone negli artigli
RUBRICA di calcio
a cura di Antonio Armenante

Eppure è accaduto 14/01/2010

Inutile ergersi a conoscitori dei segreti del calcio, da sempre “scienza” inesatta. Inutile lanciarsi nel solito, quanto odioso: <<L’avevo detto io..>>. In tutta schiettezza non credevamo, nella mattinata del 20 Dicembre, di poter assistere ad una gara vittoriosa della Cavese, ai danni di un pur modesto Pescina. Ed ancor meno, col ventre gonfiato dai consueti pandori natalizi, di poter ammirare attraverso le immagini satellitari di Rai Sport, una Cavese corsara in quel di Pescara, ieri l’altro. Eppure è accaduto. Sei punti su sei messi in carniere da una squadra che, fino alla settimana precedente, ne aveva incamerati solo quindici su cinquantuno. E così la cenerentola del girone, data per spacciata da tutti, a meno di nuovi e decisivi innesti e tanta fortuna, ha ripreso a volare. E lo ha fatto con gli uomini di sempre, eccezion fatta per Radi, che in tutta sincerità non ci è parso tra gli artefici principali dell’1-2 di Pescara, nonostante abbia disputato la sua onesta partita. Lo ha fatto con Schetter e Bernardo, i due elementi più forti della rosa, protagonisti finora di una stagione disastrosa (specialmente il secondo). Lo ha fatto con una difesa granitica, magistralmente presieduta da Alessandro Farina, che fino a due partite fa era dato per sicuro partente, in quanto trasformatosi in una lontana e sbiadita proiezione dell’uomo d’ordine che eravamo abituati ad ammirare negli anni precedenti. In attesa di vedere all’opera anche il trequartista argentino Spinelli, uno dei due nuovi acquisti (l’altro è Radi, n.d.r.), c’è finalmente da sorridere. Non perché i problemi siano risolti, ma perché la Cavese è per la prima volta fuori dalla zona play out, seppur di poco, ed ha dimostrato di poter ridiventare la mina vagante degli anni scorsi, capace di imporre il suo gioco su campi d’alta classifica e di concretizzare sotto porta, pur necessitando sempre di una prima punta esperta, in grado di realizzare quel numero di sigilli tali da garantire una salvezza tranquilla.

Non illudiamoci, molto probabilmente non assisteremo a nessuna grande rimonta, né ci sembra il caso di sognare, nonostante l’entusiasmo di qualche tifoso si sia già tradotto in voli pindarici irriferibili.
C’è inoltre da aggiungere che se Stringara & co. hanno avuto il merito di mettere, in sole due giornate, sei squadre dietro di loro in graduatoria generale, parte della responsabilità del suddetto risultato è da ricercare nel livellamento verso il basso del campionato di Prima Divisione girone B. Squadre come Pescina, Giulianova, Potenza, Spal sembrano piombate in un tunnel del quale non riescono a scorgere la luminosa uscita, e lo stesso Marcianise non sembra capace di scrollarsi di dosso l’atavica astinenza da vittorie e reti. Buon per gli aquilotti, chiamati ora a continuare su questa scia. Buon per la società, che ha ancora più tempo e margini per centrare il colpo di mercato in zona offensiva. Perché l’attaccante arriverà, di questo ne siamo certi, altrimenti sarebbe difficile spiegare la logica arrivi/partenze del club di Via Balzico, dal momento che finora sono giunti in città un centrocampista ed un difensore (Spinelli da Taranto e Radi da Varese) e son partiti, senza troppi rimpianti ci sentiamo di aggiungere, un difensore (Grillo verso Varese), un centrocampista (Prevete verso Poggibonsi) ed un attaccante (Sorrentino, direzione Bressanone).  Il tassello mancante, dunque, resta sempre la punta, ma in attesa di un calciatore dalle caratteristiche richieste, gli uomini in divisa blu foncé ospiteranno l’Hellas Verona, orfani del mattatore Schetter, ma con tanta voglia di seminare le inseguitrici e lasciarsi alle spalle mesi infernali. Agli appassionati di scommesse sportive consigliamo di astenersi dal puntare denaro: troppo rischioso. La capolista Verona ha dalla sua esperienza, classifica, ambizione ed un organico di prim’ordine, ma questa folle Cavese ha dimostrato che tutto è possibile, perdere senza appello con una squadraccia, ma anche vincere in scioltezza contro avversari straquotati. Partita da tripla, ci sarà da divertirsi. Chi ha pace maker, stent o bypass resti a distanza di sicurezza dalle gradinate del vecchio Lamberti.

 

 

Un'uggiosa domenica dicembrina 17/12/2009

Male, anzi malissimo. Non sono ancora scoccate le 16.30 di un’uggiosa domenica dicembrina. Il pubblico, sicuramente non folto, abbandona mestamente le gradinate del glorioso “Lamberti”. Tocca ammetterlo, si son vissuti tempi migliori in quell’impianto. Prenderne due dal Lanciano, senza riuscire mai ad essere pericolosi nell’arco della partita, non era nei desideri dello spettatore medio cavese alla vigilia del match, eppure nessuno è stupito da ciò che ha visto.

Merito (o meglio demerito) di freddi quanto veritieri ragionamenti di carattere aritmetico. Quindici punti messi in carniere in diciassette partite, quattordici delle quali giocate sotto l’egida del trainer di Colleferro Agenore Maurizi (tredici punti), e tre, le ultime, con la Cavese affidata alle intuizioni (scarse) ed alle decisioni (cervellotiche) di Paolo Stringara, tecnico ex-Taranto. Il risultato, unico ed insindacabile è il seguente: gli aquilotti, quando siam giunti al giro di boa, sono relegati al ruolo di squadra-materasso del campionato di Prima Divisione girone B. Più che discorrere all’infinito circa le continue ed incomprensibili dabbenaggini alle quali ci ha abituato il capitano (?) Alberto Nocerino, l’inconsistenza sotto porta degli avanti blu foncé, il frequente impiego fuori posizione di alcuni mediani (vedi Bachiocchi), le clamorose insicurezze mostrate dal reparto difensivo (cercasi il “vero” Alessandro Farina disperatamente), bisognerebbe analizzare il problema alla fonte.

"Cui prodest scelus, is fecit".
Ovvero, “Colui al quale il crimine porta vantaggi, egli l’ha compiuto”. Travestiamoci da Medea per un istante, ben consci che i mali di questa Cavese vengono da molto lontano.
Venti estivi avevano portato imprenditori extra-cittadini a bazzicare per Via Balzico. Di uno di essi, Pasquale Casillo, presidentissimo del Foggia dei miracoli di Zeman, Signori, Rambaudi, Baiano e compagnia cantando, si sono perse completamente le tracce. Un altro, Mr Holiday Inn, al secolo Giovanni Lombardi, è l’artefice principale dello “scempio calcistico” al quale assistono periodicamente gli aficionados di questa casacca. La truppa di ex-scafatesi che egli ha portato in dote alla società-modello alla quale si è aggregato in estate non ha deluso, di più! Francamente, ad Agenore Maurizi consigliamo un pronto ritorno al calcio a cinque, forse avere a disposizione undici uomini da mandare in campo lo disorienta; ma cosa dovremmo allora consigliare a Vincenzo Varriale? Appendere le scarpette al chiodo? Beh, sicuramente Cava de’Tirreni sembra una piazza un tantino eccessiva per un calciatore (?) di tal guisa. O forse la colpa è di chi lo ha schierato titolare. Una serie di congetture potrebbero portarci a credere che ci sia chi preme dall’alto per vederlo in campo, magari per interesse, ma sinceramente non possiamo credere si arrivi a tanto.
Appare però scontato, che la S.S. Cavese Calcio, mai come in questo momento debba spiegare ai suoi sostenitori cosa si intendeva fare ad inizio stagione, quando nel privarsi di uomini chiave li si sostituiva con brocchi o poco più. Ebbene, l’unico comunicato stampa proveniente direttamente da Via Balzico è stato sprecato per minacciare (o meglio garantire) la consegna del titolo nelle mani del sindaco a fine stagione, a causa (?) delle numerose ammende pecuniarie combinate al club, alcune delle quali, par giusto ricordarlo, son dovute ad intemperanze di uomini riconducibili alla stessa società. Ma allora a che gioco si sta giocando? “Cui prodest?”, torniamo a chiederci.  Difficile trovare una risposta, ma sicuramente sappiamo cosa non conviene alla società del patron Della Monica: retrocedere. Seppure l’intenzione fosse quella di abbandonare la barca, sarebbe un disastro cedere una società retrocessa, anche perché, il calcio moderno abbina spesso la parola “retrocessione” alla parola “fallimento”. Allora non resta che tornare corposamente sul mercato a Gennaio. Argumentum ad nauseam: serve un attaccante come il pane. Il boicottato Biancolino ha realizzato già sette reti a Cosenza. Avesse avuto nei ranghi un calciatore del genere, la Cavese sarebbe stata in quota salvezza, sfidiamo chiunque ad affermare il contrario. Questa squadra produce un discreto gioco fino a tre quarti campo, oltre c’è il diserto. Interventi importanti sarebbero necessari anche in difesa e nel reparto nevralgico del campo, ma riguardo l’attaccante non si può rimandare.
In caso contrario, molto probabilmente, a fine anno non si piangerà solo a Salerno.