Testata registrata al Tribunale di Salerno
18 luglio 1996 n° 953

Cettina Capuano sotto la lente de IL GIORNALE DI CAVA

 

Cettina Capuano, candidata SindacA, alla domanda perchè si è candidata, risponde "Se non ora quando?" con la sua lista.

Scopriamo la candidata sindacA Cettina Capuano attraverso l’intervista de Il Giornale di Cava

Quali sono i punti di forza della sua candidatura che dovrebbero portare i cavesi  a votarla?

Ho deciso di candidarmi perché ho creduto che gli anni di lotta, d’amore e di sofferenza della mia esperienza politica per migliorare questa splendida Città non devono andare sprecati.  Ho preso questa decisione perché parte di questa Città non è rappresentata come si deve. Donne, ma anche molte fasce deboli che si sentono in qualche modo abbandonate.  Grande è stato l’entusiasmo da parte dei più al momento della presentazione della mia candidatura.  Evidentemente vedono in me una di loro, una cittadina come loro,  che si appresta a rappresentarli. Per questo motivo io credo che la mia forza sia proprio quella di essere riconosciuta come una cittadina che si sta avventurando in un’ impresa certamente ardua, ma non impossibile.

 

Dalla sua analisi di candidato e dalle sue esperienze sul territorio quali sono i tre principali problemi di Cava de’ Tirreni?

Primo fra tutti  è l’acquisto della Cofima, con il quale Galdi, sindaco attuale, ha indebitato l’intera Città per almeno un paio di generazioni.  Una questione gravissima che graverà  per molto tempo ancora sulle nostre spalle.   Inoltre non è stato istituito un ufficio in seno alla Casa Comunale per reperire ed intercettare  i fondi europei per poter risolvere questioni e problemi dei cittadini cavese.   Infine l’assegnazione delle case popolari è stata gestita con profonda negligenza configurando proprio  un bel pasticcio.

5 obiettivi prioritari che si darà se eletto, sia nel breve periodo e nel lungo periodo.

Reddito di cittadinanza, attraverso l’istituzione di  un fondo sociale a favore di tutte  quelle persone che sono in difficoltà. Un fondo da costituire attraverso un taglio dei costi della politica e delle consulenze esterne. Rafforzamento del tessuto industriale della città mantenendo alto il livello di attenzione e di interlocuzione anche critica in rapporto alle strategie delle principali aziende presenti sul territorio e il sostegno all’articolata rete delle imprese e al commercio del territorio, settori esposti agli effetti economici della crisi internazionale. Migliore organizzazione del piano rifiuti, con premialità vere per chi differenzia e l’istituzione di  un vero punto di riciclo su tutto ciò che sembra da buttare ma  che può essere riutilizzato. Ridurre il numero delle strisce blu per i tutti i cittadini con un occhio d’attenzione per  gli abitanti  delle frazioni, famiglie vessate dai parcheggi del centro Città. Una redistribuzione delle tasse  per i cittadini delle frazioni, tentando di portare al centro le loro problematiche: vero cuore pulsante di Cava. Nel  lungo periodo noi auspichiamo una città a misura di persona  con meno auto  e più zone pedonali e piste ciclabili che illustreremo a breve nei nostri punti programmatici.

Con quale coalizione e liste si presenta.

Alla lista civica dei movimenti Se non ora quando? a sostegno della mia candidatura come SindacA per questa città è si aggiunge la lista politica, Sinistra per Cava  composta da  Rifondazione Comunista, Sel e una parte di sinistra che non si riconosce nei partiti presenti nella nostra città. Sinistra per Cava e Se non ora Quando? pronte a sostenere la mia candidatura. Due liste, con  persone onesti, competenti e professionali .

Onde evitare un ricambio continuo di assessori con tutte le problematiche legate alla continuità governativa sa già indicare con quali criteri sceglierà gli assessori.

Ho una chiara idea di come scegliere i futuri assessori. Sceglierei certo 3 donne e 3 uomini al di fuori del consiglio comunale che hanno dimostrato competenze nell’ambito lavorativo, dell’associazionismo o del proprio impegno civile in città. Cavesi e amanti della nostra città. La scelta sarà resa pubblica prima della tornata elettorale.

 

In tutte le candidature che sono state fin qui annunciate si è parlato di rinnovamento, ma nelle liste si ritrovano i soliti volti e alleanze trasversali. Come giustifica questo atteggiamento “attaccamento alla poltrona” o ….

Sono stati consiglieri di opposizione silente che non ho sentito strepitare. Sono  dei politici e lo sono da un po’ di anni. Io non sono una politica di professione, ovvero, mi definisco una cittadina che vuole rappresentare i cittadini che per fortuna, per il lavoro svolto, è sempre stata dalla loro parte. Forse è questa la grande differenza. Stiamo assistendo a liste costituite senza l’individuazione di candidati sindaci che si sono presentate e che hanno trovato il loro “candidato” ideale. Ho dei seri dubbi in merito, mi sembra quasi un modo di mettersi in vendita, mercenari della politica. Liste con candidati a sindaco di destra che hanno l’appoggio di persone di sinistra e viceversa con l’unico obiettivo comune: sedersi sulla prestigiosa poltrona della Casa Comunale. Mi chiedo come si governerà con questa eterogeneità.  Tutto già visto: non funziona.

 

Se dovesse andare al ballottaggio si apparenterà? e se non dovesse andare sosterrà uno dei contendenti al ballottaggio?

Lo so che si tratta di una cosa a cui pensare da ora. Sono una persona che pensa a come superare le difficoltà  un giorno alla volta. Ho imparato a superare gli ostacoli con questa tecnica che mi permette, per ora, di vivere bene quest’avventura. Ci devo pensare, certamente, ma non da sola. Ho più di 40 donne e uomini che come me si stanno sacrificando per raggiungere il nostro obiettivo comune.  A loro, rappresentati della società civile, domanderò e con loro decideremo.

Ha sostenuto Fiorillo alle primarie del PD, poi dopo la sconfitta è uscita dal PD e si è candidata a sindaco,  come dice Renzi, lei è una di quelle persone che se perdono scappano con il pallone?

Sono stata invitata a lasciar perdere,a non parlare di questo,  sono stata accusata di trasformismo e di tradimento, di poca chiarezza, di volere un posto al sole. Su una cosa hanno ragione coloro che mi criticano, non sono un’esperta politica e avrei voluto non rispondere pensando che chi mi conosce sa chi sono e cosa voglio. Ma devo una risposta alla città a cui ho chiesto il voto, alla città a cui chiedo ancora e con più forza e convinzione di aiutarmi ad aiutarla. Avrei seguito assolutamente il partito se…

se le primarie del PD non fossero state la mia personale Waterloo.

se alle primarie del PD non avessi visto con i miei occhi persone di destra votare ai seggi.

se non avessi assistito in prima persona al disfacimento di una linea di pensiero che credevo onesta e pulita  fino a quel momento.

se non avessi sofferto come ho fatto nel prendere la decisione più amara della mia vita.

se, in ultima battuta, le primarie del PD tutto, non fossero state  argomento di tutti i talk show nazionali e non certo per la loro trasparenza.

se in queste ultime ore non fosse accaduto ciò che paventavo:  una  pseudo sinistra che va a braccetto con una “destra”e si sostiene a vicenda.

Ho abbandonato la casacca del Pd per questi e tanti altri motivi. Tanti come me anche a livello personale stanno abbandonando le fila del Partito Democratico. Un partito che di democratico ha ben poco.  Perché Renzi, con la sua “politica” non mi rappresenta. Perché ha preso un partito e lo sta ricostruendo a sua immagine e somiglianza.  Perché non mi piace la sua politica nazionale e quella internazionale. Non me ne sono andata dal Pd, è la mia coscienza che non poteva frequentare più certi ambienti,   perché ripeto che quella (le scorse primarie)  erano l’ultima occasione che avevo concesso a me stessa di credere che il Pd cavese non fosse ormai inquinato anch’esso dal “renzipensiero”, della serie: “tutto fa brodo, anche il diavolo”.

Che si prova ad essere la prima donna candidatA sindacA di Cava de’ Tirreni?

Sono molto orgogliosa. Mi sento di rappresentare  tutte quelle donne cavesi che ogni giorno combattono le loro piccole grandi battaglie quotidiane. Situazioni e difficoltà che ora travalicano l’impostazione di genere, interessando uomini, giovani ed anziani. Sono pronta per consegnare ai miei ai figli di tutte le cavesi non una Città migliore, ma semplicemente una Città, dove poter vivere e lavorare con serenità.

Pensa che ci sia diversità nell’essere politico maschio o politico donna nell’amministrazione della res pubblica e nel mudus agendi per risolvere le problematiche?

La grammatica definisce il problema come un sostantivo maschile. La stessa grammatica definisce la soluzione come un sostantivo femminile. Senza creare alcun conflitto di genere voglio solo evidenziare il dato di fatto che negli ultimi tempi gli uomini hanno amministrato la Città di Cava. Ora tocca a noi donne. Vogliamo la nostra possibilità. Ora. Adesso. Subito. Se non ora quando?

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