Dai romani ad Auferio (parte II)
Dall'antica Marcina ad oggi
Note tratte dal supplemento del mensile illustrato SECOLO,
pubblicate giovedì 25 settembre 1890 e venerdì 31 gennaio 1902
Il Monastero della Santissima Trinità sorge in un luogo
eminentemente romantico; con una gran rupe a cavaliere, col fiumicello Selaro ai suoi
piedi e circondato da boschi, presenta un meraviglioso contrasto di bellezza e di orrore.
La sua chiesa ha molte ragioni per essere tenuta in pregio;
nel suo atrio, a man diritta, vedesi la tomba di Sibilla, moglie del Re Ruggero, e da ambo
i lati vi sono due sarcofagi su uno dei quali è scolpita la caccia del cignale di
Meleagro e sullaltro una danza festiva.
Nellinterno, in faccia al muro laterale, a mano destra, è incastrato un pezzo di
marmo, che sembra rappresentare una mitra posta a rovescio, per cui ha dato luogo a molti
giudizi.
Vi è chi ha creduto che accennasse alla sepoltura dellantipapa Bordino, di cui
sappiamo, dalla storia, che deposto dallArcivescovo di Praga e scomunicato da Papa
Pasquale II, per aver incoronato lImperatore Enrico V, fu da costui, nel 1118, fatto
dichiarare Papa; poco dopo lelezione di Gelasio II, avendo preso il nome di Gregorio
VIII.
Morto Gelasio ed eletto Callisto II nel 1119, giunto in Roma nel seguente anno, di la
fuggito, si ritirò nella città di Sutri, ove attese a fortificarsi, ma poi i sutrini,
stanchi per i mali derivanti dallassedio posto da Callisto, consegnatolo agli
assedianti, fu condotto a Roma in modo obbrobrioso. Rinchiuso nel monastero della Cava,
come narrato a Pandolfo Pisano, dallanonimo Cassinese da Falcone Beneventano e
dallautore della vita di Callisto; sebbene il Cardinale dAragona lo dica prima
ristretto nella Rocca di Fiumone e poi trasferito nella Cava. Nella cappella laterale
maggiore si vedono i sepolcri dei primi quattro Abati, formati di ricercato marmo. Quello
di Auferio è nel mezzo, quello di Leone è a destra e quello di Pietro è a sinistra.
Sono tutti collocati nella grotta che fu la primitiva cella, poi mutata in oratorio di San
Michele Arcangelo.
Il corpo dellAbate Costabile, invece, giace sotto laltare maggiore della
stessa cappella, detta dei Santissimi Padri.
In fondo allaltare maggiore è collocato un magnifico organo, il cui mantice anima
ottantadue registri, i quali danno il suono di quanti sono strumenti da fiato e da corda.
Nel principio della navata, a man sinistra, incastrata nel muro, si vede la lapide che fu
segno alla consacrazione della chiesa, avvenuta il 5 settembre 1092. In essa è scolpita
una croce greca e le parola S. Maria, al di sopra le lettere D. O. M. ed ai piedi le
lettere greche Alfa ed Omega.
Larchivio del Monastero è uno dei più celebri dItalia. In esso vi sono
conservati una raccolta di leggi, formulari, locuzioni ed esempi dei costumi
delletà di mezzo. Un preciso catalogo ne presenta il numero progressivo,
lanno, il secolo, lindizione, il nome del principe regnante, il carattere, la
qualità del sigillo, il sunto della carta o diploma e finalmente una specie di
concordanza con quello redatto in modo di dizionario dellAbate Onereo.
Esistono in esso quarantamila pergamene, sedicimila tra diplomi e bolle ed oltre
quarantamila carte membranacee, del Medio Evo; la maggior parte datate fra i secoli VIII e
XII. Nella serie dei diplomi ve nè uno del 840 di Radelchi, Principe di Benevento,
col quale si concedono allAbate di Santa Sofia i beni di un tale Lambodaro, devoluti
al fisco per colpa di Fellonia.
Due diplomi dei Guaimari del 1025 hanno il sigillo col controsigillo, cosa mai praticata
nei sigilli affissi e rappresentato da una parte il mezzo busto dei Guaimari, con lo
scettro alla destra e la corona chiusa sul capo, e dallaltra una mano distesa con
liscrizione, da ambo le parti: Waimarius Princeps.
Fra i codici preziosissimo è il Codex Legum Longobardorum del 1004; il più completo che
si conosca, una vulgata della Bibbia del secolo VII, uno splendido messale con miniature
della scuola fiesolana, nelle quali si intravede la mano dellAngelico.
LAbbazia della Santissima Trinità della Cava, in seguito ad un incendio, nel secolo
XVIII venne ricostruita quasi interamente sulle fondamenta dellantico edifizio.
Sorge in posizione ammirabile, dominante un panorama immenso e nellinterno del
convento, ora in parte collegio-convitto, mostransi altre testimonianze del lontano
passato, gelosamente custodite dai Padri Benedettini.
Nessuno, sostando un giorno o due a Cava deTirreni, ove non mancano eccellenti
alberghi e tutto il confort della vita, può rimpiangere il tempo impiegato nella visita a
questa graziosa città e nellescursione alla celebre Abbazia di Corpo di Cava,
escursione dilettevole ed istruttiva, quantaltre mai. |