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della Città di Cava de' Tirreni (SA)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


di Livio Trapanese

Conoscere chi eravamo per poter dire chi siamo
Echi dalla distrutta Marcina ad oggi
Distretti, casali e villaggi della Città della Cava, dal 1862 Cava de' Tirreni

Molti cavesi e non, nel quotidiano, vivono le realtà socio-storico-culturali della città di Cava de’Tirreni, senza conoscerne, forse, le origini e per poterle sostenere e divulgare non possono non conoscere alcuni significativi eventi che, nei secoli passati, l’hanno caratterizzata.
Essa, prima che le venisse attribuito il toponimo di città di Cava de’Tirreni, che risale al 23 ottobre 1862, fu nota, in ordine di tempo più remoto, coi nomi di Marcina, Terra di Cava e Città di Cava.
Il territorio marcinese prima e cavese poi comprendeva quelli attuali di Cava de’Tirreni, Vietri sul Mare e Cetara.
Marcina fu fondata dai Tirreni, discendenti di Jafet, primogenito di Noè, che dalla Palestina e Fenicia si spinsero in Italia. Fu poi abitata dai Greci, dai Sanniti, dai Lucani, dai Romani e da i Picentini.
All’indomani della sua distruzione, avvenuta nel 455 dopo Cristo per mano del feroce Genserico, Re dei Vandali, come ricorda nel suo manoscritto l’emerito storico cavese Canonico Andrea Carraturo (n. 17.08.1739 / m. 17.04.1807) alla pag. 166, capitolo IX - Tomo I - e dopo l’occupazione dei Goti e dei Longobardi Beneventani, avvenuta nel V / VI secolo d. C., la Terra della Cava si trovò tripartita in altrettanti distretti, denominati: Metelliano, Vetere e Sant’Adiutore.
Il Distretto di Metelliano era il più ampio. Esso comprendeva i luoghi abitati di Cetara, Erchie col porto naturale del Fuenti, Bagnara oggi Marina di Vietri, Dragonea, Benincasa, Albori, Raito, Vetranto, Metelliano che era l’attuale San Cesareo, Corpo di Cava, una parte di Sant’Arcangelo, Passiano ed il Colle di San Martino con l’annesso piccolo eremo benedettino.
Il Distretto di Vetere (Vietri), invece, si componeva solamente dei villaggi di Vietri e Molina, compreso il monastero delle suore di clausura, posto accanto alla chiesa tuttora esistente sul Monte San Liberatore o Buturnino sulla cui cima, il Principe Crimoaldo III di Benevento, nel secolo XI, vi fece erigere una rocca ove pose gente armata, a custodia dei citati villaggi e della contigua Terra di Cava.
Il Distretto di Sant’Adiutore si estendeva per tutto il lungo tratto di territorio che andava da Sapiola, località sita in prossimità di Camerelle, a Gallocanta, posta nei pressi di Salerno. Nel citato vasto territorio già esistevano le località abitate di Sant’Anna, Santa Lucia, Pregiato, Santa Maria a Toro, Sant’Adiutore che era l’odierna Santissima Annunziata e San Pietro, il Castello di Sant’Adiutore (costruito nel 787 dai Longobardi Beneventani e dotato di casermette, alloggiamenti per il castellano e per il gabarreta, entrambi designati dall’Abate dell’Abbazia Benedettina della Santissima Trinità), Maddalena, Casaburi, Dupino, Santi Quaranta, Marini, Alessia ed Arcara.
In molti scritti dell’epoca si legge che i Distretti di Metelliano e Vetere erano indicati come Terra di Cava, rimanendo escluso quello di Sant’Adiutore.
A conferma di quanto detto, già nel secolo XI, per l’Amministrazione dei Distretti, l’Abate Benedettino designava un giudice per quelli di Metelliano e Vetere ed uno per quello di Sant’Adiutore.
Dopo il 7 agosto 1394, giorno in cui il Papa Bonifacio IX elevò la Terra della Cava a Città, o comunque sul finire del XIV secolo, forse anche per l’elevata crescita demografica o per le concretezze economiche conseguite dai cavesi, l’ampio territorio comprendente i tre distretti citati, fu suddiviso nei distretti di Metelliano, Sant’Adiutore, Corpo di Cava e Pasculano, tutti e quattro riuniti in un unico corpo civile, denominato Città di Cava.
Nei confini dei Quattro Distretti erano compresi i seguenti villaggi, casali e luoghi abitati:
a. Distretto di Metelliano, ovvero Mitilianum, Metiliano o Mitigliano:
San Cesareo, Cesinola, Casa Costa, Casa Davide, Casa Campanile, Vetranto, Molina, Vietri con la sottostante marina, l’Anna, Maddalena, Casaburi, Dupino, Santi Quaranta, Marini, Alessia ed Arcara.
b. Distretto di Sant’Adiutore:
tutta la parte orientale del Borgo e cioè quella tra la chiesa di San Francesco da Paola, più nota quale Basilica della Madonna dell’Olmo, e San Vito, oltre Pregiato, il Villaggio di Sant’Adiutore, coi luoghi abitati di San Pietro e della Santissima Annunziata, i casali Adinolfi, Genovese, Rocca, Cafari, Sparani, Galise, Costa (l’attuale Croce), Ferrari, Vitale, Iovene, de’Rosa, de’Grimaldi, de’Falco, Abenante, Franco, Grisi, Sala, Orilia e Piè la Selva.
c. Distretto del Corpo di Cava:
lo stesso casale del Corpo di Cava, Dragonea coi vicini luoghi abitati di Jaconti, Vallone, Tresara, Raccio, Benincasa, Raito, Albori, Fonti o Fuenti e Cetara.
d. Distretto di Pasculano, ovvero Pasculanum, Pasciano o Passiano:
la parte occidentale del Borgo ovvero quella tra la chiesa e l’annesso complesso conventuale di Sant’Antonio da Padova, più noto quale chiesa e convento di San Francesco, ai Pianesi, Sant’Arcangelo, Casa Longo, Li Curti, Passiano, Santa Lucia e Sant’Anna.
Il 15 settembre 1806, Giuseppe Bonaparte fratello di Napoleone, con proprio Reale Decreto divise il territorio della Città di Cava in due entità amministrative: la Città di Cava ed il Comune di Vietri sul Mare. A quest’ultimo, oltre al villaggio di Molina, furono annessi anche i casali di Cetara, Castagneto, Marini, Alessia, Santi Quaranta, Dupino e Casaburi.
Col Reale Decreto del 15 novembre 1833 il casale di Cetara divenne comune autonomo; distaccandosi da quello di Vietri sul Mare.
I successivi Reali Decreti del 26 agosto e 24 novembre 1834, anch’essi a firma del monarca d’oltralpe, consentirono agli abitanti dei villaggi di Castagneto, Marini, Alessia, Santi Quaranta, Dupino e Casaburi di ritornare nella giurisdizione della Città di Cava, dopo essere rimasti per ben ventotto anni "sotto" quella del Comune di Vietri sul Mare.
Da ultimo non mi resta che indirizzare il seguente messaggio a tutti i giovani di Cava de’Tirreni, Vietri sul Mare e Cetara: "Per oltre diciotto secoli i nostri progenitori, sotto l’egida dell’unica entità civile, che nel tempo ha avuto i toponimi di Marcina, Terra di Cava e Città di Cava (quest’ultima dal 1862 Cava de’Tirreni), sono stati protagonisti d’innumerevoli eventi, vanto ed orgoglio, ancor oggi, di tutti noi, come ci testimoniano gli storici del tempo e contemporanei. Riconoscenti del passato ed onorando il presente, in futuro diverrete guida e monito per tanti altri, come lo sono stato i nostri avi verso quanti li hanno conosciuti ".

 

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