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Haiti: gestire l'emergenza,
organizzare la speranza.
C’è un
limite oltre il quale la tragedia è troppo grande per qualsiasi
commento.
Di
fronte all’orrore di Haiti potremmo ripeterci molti discorsi già fatti.
Dirci che la colpa non è del destino o della natura malvagia; che le
catastrofi naturali si abbattono sempre sui più deboli perché privati di
ogni mezzo di prevenzione; che solo oggi ci accorgiamo di Haiti, paese
fra i più poveri al mondo, con alle spalle una drammatica storia di
genocidi, schiavitù, guerre civili, dittature e catastrofi naturali; che
tutto questo riguarda la coscienza dei paesi sviluppati.
Ma ora
c’è anzitutto da salvare un popolo, recuperare corpi sotto le macerie,
offrire una speranza di vita a chi è rimasto. C’è bisogno di medicine e
ospedali, acqua, cibo, tende e coperte. Un’opera ancor più difficile in
un paese sull’orlo del collasso, già prima del terremoto costretto a
garantire sicurezza e servizi essenziali solo grazie alla presenza dell’Onu
e delle organizzazioni umanitarie e di cooperazione, che hanno
sacrificato nel terremoto le vite di molto personale civile e militare.
Deve
scattare la solidarietà attiva fra i popoli, come atto di umana
responsabilità. Il mondo ha le risorse per farvi fronte. I governi
devono assumere le loro responsabilità.
In
questo caso, la risposta internazionale è stata straordinariamente
rapida e puntuale. L’America di Obama ha agito senza esitazioni, altri
paesi del nord e del sud hanno fatto altrettanto. Certo, una volta
esaurita la spinta emozionale della prima emergenza, servirà un lungo e
coerente impegno per la ricostruzione. Ma la catena di solidarietà
attivata in questi giorni è la prova che il mondo potrebbe andare in
un’altra direzione, se solo la comune responsabilità degli esseri umani
prevalesse.
L'Arci chiama tutti i suoi soci
a rafforzare la solidarietà, attraverso l'impegno personale e quello dei
circoli e dei comitati.
Confermiamo, che si possono far
convergere i fondi sul conto corrente bancario di Banca Popolare Etica
di Attivarci intestato ad Arci Cultura e Sviluppo, Via dei Monti di
Pietralata 16, 00157 Roma, con la causale:
"emergenza terremoto Haiti"
( Iban: IT96 N050 1803
2000 0000 0508 080).
I fondi raccolti saranno
destinati alla rete SOLIDAR, a cui l’Arci aderisce, che ha promosso un
fondo europeo per Haiti e che coordinerà il suo utilizzo destinando le
risorse alle organizzazioni presenti in loco a seconda delle necessità.
Solidar utilizzerà i fondi principalmente per l'erogazione di acqua,
cibo, medicinali, tende, coperte, kit igienici, kit per ripulire le
macerie, utensili da cucina e quanto altro serve e servirà alla
popolazione colpita.
Solidar è una rete europea di 53 organizzazioni sociali e associazioni
progressiste, distribuite in 25 paesi, che lavorano per far progredire
la giustizia sociale in Europa e nel mondo, operando in tre principali
aree di intervento: le politiche sociali, la cooperazione internazionale
e l’educazione.
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