Galdi, diventa un
caso l’intervista in cui elogiava Gravagnuolo
«Devo, purtroppo,
stigmatizzare la strumentalizzazione che si sta facendo di una
intervista risalente alla fine del 2008 , in cui esprimevo , pur
tra alcune criticità che avvertivo, un giudizio non negativo
sull'avvio della politica culturale e su altri aspetti della
passata amministrazione», è la pacata risposta di Marco Galdi
all'attacco di anonimi che hanno imbrattato le cantonate della
città con locandine con i colori delle sue liste, evidenziando
il titolo «C'è molto di buono». Di qui anche la denuncia querela
contro ignoti. La campagna elettorale sta assumendo toni non in
linea con la storia e la civiltà di Cava. Insulti, manifesti
anonimi, satire scritte con penne intinte nel veleno certamente
non aiutano a far crescere il dibattito politico. E Galdi, anche
per fugare le critiche di chi immagina che questo suo
dietrofront rispetto ad una posizione assunta nel 2008 è
determinato dal fatto che oggi, essendo candidato sindaco e
avversario di Gravagnuolo, può rischiare di essere danneggiato
nell'immagine, vuole fare chiarezza. «In un clima di distensione
bipartisan, anticipata tra l'altro da una apertura
dell'onorevole Edmondo Cirielli - precisa - il mio fu un
giudizio non negativo, anche se evidenziavo in modo garbato la
criticità principale del progetto Gravagnuolo. Sul Millennio,
infatti, mi chiedevo, dura un anno e poi?». Insiste, poi, che
concludeva l'intervista dicendo: «In tutta onestà, spero,di non
sbagliarmi. Oggi a distanza di due anni, con la stessa onestà,
debbo dire di essermi sbagliato». Galdi non vuole far passare un
giudizio non negativo espresso nel 2008 come un viatico per
Gravagnuolo: « Il mio programma è impostato non sul Millennio,
perché non può costituire il punto di arrivo e la panacea dei
problemi della città, ma va oltre il Millennio, mira alla
costruzione di una città solidale, dove diversità e solidarietà
potranno costituire la vera novità e il volano economico, civile
e culturale». Sottolinea, poi, che all'epoca aveva apprezzato la
scelta di Gravagnuolo di contrarre in modo oculato mutui, « ma
oggi che il Comune è indebitato fino all'osso, non posso dire
altrettanto, anzi debbo dire che occorre lavorare perché si
restituisca all'ente una diversa agibilità economica». Cosi
anche l'idea di un parco dello sport nell'ex velodromo, secondo
Galdi, era e poteva essere una iniziativa utile e importante.
«e, invece, oggi che è stato completamente abbandonato non posso
dire altrettanto». Infine, su di un tema che gli è
particolarmente caro, quello del ripensare i vincoli eccessivi
scaturenti dal Put, i toni si fanno duri: «La proposta di
Gravagnuolo è pedissequamente asservita al Put che contraddice
quella volontà di ripensare ai vincoli».
Tratto da Il
Mattino
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